indimenticabile Annie Girardot

2 marzo 2011 di: Giusi Catalfamo

Bellezza, fascino, classe da vendere, seduttività, grande fierezza, tutto questo e altro ancora traspariva dal volto di questa straordinaria attrice e donna. Una bellezza molto particolare, forse lontana dai canoni classici, come il suo corpo non certo rispettoso dei centimetri sessanta novanta sessanta, forse un po’ angoloso, forse non perfetto, forse solo “normale” ma quanta perfezione in quella “normalità”! Tanta bravura anche, e intensità. Un’intensità che traspare in tutti i suoi ruoli: quello drammatico e denso di voglia di scegliere, di “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti, nella sofferta scelta tra Alain Delon e Renato Salvatori, uno virtuoso e positivo, l’altro debole insicuro e quindi negativo; di offesa e umiliata di fenomeno da baraccone, da un cinico che più cinico non si può Ugo Tognazzi di “La donna scimmia” di Marco Ferreri; quello complice e compagna fedele di ideali condivisi di “Il sospetto” di Citto Maselli, con il mai dimenticato Gian Maria Volontè.

Ruoli di grande drammatica intensità, fino alle sue ultime interpretazioni di madre di un’altra immensa attrice come Isabelle Huppert, dilaniata e nevrotizzata da un rapporto di odio-amore con una madre possessiva in “La pianista” di Michael Haneke e ancora dello stesso regista, nel ruolo di madre di Daniel Auteil in “Niente da nascondere”. Luminoso il suo sorriso, da cui traspare una sottile ironia ma anche grande joie de vivre; elegante il suo portamento, da far invidia alla più gettonata indossatrice. Un volto che abbiamo per anni portato nel cuore, un volto che difficilmente dimenticheremo, almeno quelli che tra noi l’abbiamo ammirata negli anni 70, quando esplose in tutta la sua intensità, quello che Cocteau definì «il più bel portamento drammatico del dopoguerra».

2 commenti su questo articolo:

  1. Anna scrive:

    Un’attrice della mia epoca, un’attrice come poche per fortuna che qualcuno ha sentito il bisogno di ricordarla. Mi piace quest’attenzione al cinema in generale, mi è piaciuto la quasi cronaca del Berlinale e i tuoi ricordi e commenti cinematografici.

  2. Giovanna scrive:

    Grazie di avere ricordato una grande attrice del passato, un passato recente ma sembra, tanto sono cambiati costumi, di secoli fa! Mancano ormai le donne normali ma anche le straordinarie. Ho conosciuto per lavoro l’attrice, era una donna eccezionale ma come la descrivi tu.

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