Patricia Acioli, giudice brasiliana uccisa di fronte a Rio de Janeiro

20 agosto 2011 di: mezzocielo

Giudice di 47 anni, madre di tre figli, inflessibile nel giudicare – oltre ai narcotrafficanti, anche i componenti delle cosiddette “milizie” (composte da poliziotti, ex-poliziotti, ex-guardie giurate che contendono ai narcos il controllo delle “favelas” di Rio) è stata uccisa, poco dopo mezzanotte, mentre tornava a casa e parcheggiava la sua auto. Era senza alcuna scorta. Patricia Acioli sosteneva che “un reato commesso da un agente di polizia è molto più grave di quello commesso da un cittadino comune”. In questo spirito qualche mese fa aveva comminato l’ergastolo a quattro agenti responsabili di almeno undici “omicidi su commissione”, e l’anno precedente aveva condannato alcune decine di poliziotti ed ex-poliziotti accusati di appartenere alle suddette “milizie”, note anche come “squadroni della morte”. Il funerale della coraggiosa donna giudice è stato celebrato il 12 agosto. Il Governatore di Rio, Sergio Cabral, ha promesso indagini “a tutto campo”. Ma  sarà sconfitta l’impunità di cui godono, e continuano a godere,  le “milizie”  cui il Governo brasiliano affida parte dell’ordine pubblico?

Il Brasile, secondo paese al mondo per il consumo di cocaina,  è tra i dieci paesi con il maggior tasso di omicidi. Nel 2010  ne sono stati registrati 43.016

2 commenti su questo articolo:

  1. izabel cristina leite silva scrive:

    Oi gente, bom dia! Eu moro na Europa da quinze anos mas tantas vezes eu me vergonha de ser brasileira! E dessa vez a vergonha è mil vezes maior e nao posso nem comentar uma coisa dessa. O paìs deixar um bando de delinquentes matar uma pessoa que queria fazer uma coisa grande limpar essa merda que estraga esse Brasil maravilhoso.Essa senhora tinha que ter dado para ela dez homens nao tres… Que vergonha tres homens!!! Um abraco aos seus filhos, parentes e amigos…Voces teem que lutar e gritar justiça,justiça,justiça atè limpar esse paìs desse fertilizante perigoso,colocar na cadeia e jogar a chave fora.

    • Rosanna Pirajno scrive:

      cara Izabel, anche se non ho capito tutte le parole mi ha colpito il senso della tua indignazione e del tuo dolore per questo assassinio, che sono anche nostri. Patricia e le altre donne coraggiose ammazzate perché cercavano verità e giustizia, non moriranno mai del tutto se noi altre continueremo a prenderci cura della memoria del loro impegno.

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