quant’è bella Roma

16 luglio 2016 di: Marina Gasperini

Per la prima volta, da quando sono partita 33 anni fa, sono tornata a Roma solo come turista, per accompagnare due amiche, una svizzera e l’altra bulgara. Grazie alla guida della mia amica di sempre, abbiamo scoperto luoghi insoliti ed affascinanti,

Dunque, Roma.

La mia città, da me tanto amata, che Fellini, non romano, seppe capire e descrivere così bene. Roma, egregiamente personificata da quella bella donna dalle forme generose che figurava sul manifesto del film.

Tuttavia, anche le belle donne invecchiano e le forme un tempo sontuose accusano il peso degli anni, si sfanno. Il bel viso è ora solcato da rughe, il fisico appesantito, e il ricordo degli splendori passati immalinconisce lo sguardo, prima così fiero.

Le mie amiche, vere turiste, hanno trovato la città meravigliosa, forse la più bella del mondo. Ma io, “romana de’ Roma”, ho notato soprattutto la spazzatura per le strade, con il conseguente aumento dei gabbiani, che oramai trovano il cibo su terra; le buche; gli autobus mai in orario e senza ammortizzatori, per cui, sulle strade mal tenute, lo stomaco ti arriva in gola; il rischio permanente dello scippo.

In effetti, il primo giorno, in autobus, alla signora bulgara, qualcuno ha tagliato la borsa e rubato il portafoglio con documenti, denaro e carta di credito. Non è stato piacevole!

Ma quale non è stata la meraviglia e la gioia per la stessa signora di trovare nella chiesa paleocristiana di San Clemente un affresco di San Cirillo, al quale si deve l’appellazione di alfabeto cirillico, santo bulgaro venerato da tutti i popoli slavi, come testimoniano le targhe nei vari alfabeti cirillici, offerte da diversi paesi slavi.

A Roma le innumerevoli chiese sono così diverse tra loro e così belle, da non poter dire quale si preferisca. Non si può, però, non riflettere sul loro numero impressionante e sull’onnipresenza della curia nella storia della città. All’epoca, il popolo si ribellò a varie riprese.

Oggi ha votato per il cambiamento.

Auguri alla nuova sindaca, sperando che non si faccia manovrare dalla sua curia.

1 commento su questo articolo:

  1. silvia scrive:

    Riconosco nella foto in basso uno scorcio dell’Ufficio postale di piazza Bologna, quartiere in cui abito. Questo edificio, caratterizzato da un’agile pianta a doppia curvatura ed opera dell’architetto Mario Ridolfi, rappresenta uno degli esempi più interessanti dell’architettura razionalista. Ma il quartiere Nomentano ed in particolare la piazza si è trasformata negli ultimi anni in centro della movida serale e notturna. Contestualmente assistiamo ad un proliferare preoccupante di rivendite e spacci di alcolici. La mattina dopo si assiste al solito scenario desolante di bottiglie abbandonate in ogni dove ed al di là di ogni moralismo mi chiedo se c’è piena avvertenza dei pericoli legati all’uso sistematico di alcolici da parte dei giovani.

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