al Cibus la Sicilia delle specialità

26 maggio 2010 di: Marcella Geraci

Olio extravergine d’oliva, formaggi di ogni genere, cannoli, cassate, torroni, biscotti e tanto vino. E’ la Sicilia che ha partecipato alla 15° edizione del Cibus di Parma e che ha disegnato i suoi confini con le specialità più importanti della storia e della tradizione isolana.

L’arcipelago Sicilia, composto dai trentadue stand sparsi in tutti i padiglioni dell’esposizione, si è reso noto agli oltre duemila produttori presenti, ai settemila operatori esteri e ai centodieci paesi invitati.

La speranza è quella di incrementare l’esportazione per risollevarsi da una crisi che sta lentamente annientando le migliori forze imprenditoriali dell’isola. La certezza, quella di mettere in campo gli strumenti più idonei a superare la congiuntura sfavorevole, le specialità enogastronomiche e dolciarie che parlano di una cultura millenaria ricca di simboli e significati.

I prodotti siciliani sono infatti gocce di tutto rispetto nel mare del made in Italy agroalimentare da esportare all’estero, un motore economico da 120 miliardi di fatturato. Se l’aspetto economico ha il suo valore, non si può sottacere però l’importanza culturale dell’evento espositivo. Assaggiare una cassata significa infatti mangiarsi un pezzo di territorio, fatto dagli ingredienti del dolce e da saperi antichi e tramandati. Continuare a riproporre il dolce fuori dalla Sicilia equivale a rinnovare la tradizione, immettendola dentro i processi di globalizzazione del nostro tempo.

(affresco pompeiano)

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