elezioni che passione

10 agosto 2010 di: Giusi Catalfamo

Anche se mi sembra troppo sbrigativo essere definiti pattuglia social giustizialista, dichiaro fin da adesso che mi associo alla straordinaria originalità dell’esperienza di Niki Vendola. Mi conquistano la sua cultura, la sua eleganza, il linguaggio diverso, il suo coraggio e il suo essere vincente, come ha già dimostrato per due volte, nonostante D’Alema e i suoi veti. E non credo che piaccia solo ai giovani, credo invece che piaccia a tutti quelli, e io sono tra questi, che vogliono tornare a sperare, e che hanno bisogno di non avvilirsi, ascoltando i discorsi dei leader della cosiddetta sinistra.

Ci sarà un motivo pèr cui lo stesso cavaliere lo teme, o no? O vogliamo continuare a perdere adepti e consensi ? In questo caso, se l’alternativa è rappresentata da Casini & C. può anche darsi che i vari moderati facciano numero, sinceramente non lo credo, ma perderebbe in blocco il consenso dell’altra sinistra, quella che si riconosce in Niki Vendola. E infine vorrei sottolineare che c’è una bella differenza, tra Di Pietro e Vendola, nella cultura, nel linguaggio, nella forma e anche nella sostanza. Di Pietro non mi fa sognare, Vendola sì.

(ultimi pescatori ad Alicudi, ci sarà un nesso?)

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