salviamo le api per salvarci

29 gennaio 2011 di: Vivi Tinaglia

Il 20 settembre 2010 il ministro della salute ha prorogato sino a giugno 2011 il divieto all’uso di sementi di mais conciate con pesticidi neonicotinoidi, usati per combattere la diabrotica che è un parassita del mais. Questi ultimi, definiti pesticidi neurotossici sistemici, si diffondono, grazie alla concia, nell’intera pianta fiori compresi, e colpiscono il sistema nervoso delle api durante la raccolta del polline provocando turbe nel comportamento; in sostanza gli insetti perdono l’orientamento e non riescono a ritornare all’alveare. In particolare i problemi per le api sono stati determinati dalla diffusione di parte dei pesticidi nell’ambiente, attraverso la polvere alzata dalle seminatrici meccaniche. Così, nel 2007, in concomitanza con la semina del mais “conciato” si è verificata la prima gravissima morìa di api che ha danneggiato circa 20.000 alveari dal Friuli al Piemonte. Il fenomeno colpisce non le larve o le api neonate che non si allontanano dall’alveare, ma le api più anziane, le cosiddette “bottinatrici” che vanno a fare provvista nei campi e senza le quali le altre non possono sopravvivere.

La loro estinzione mette a rischio anche la catena alimentare, perché impollinano gran parte delle piante che coltiviamo. Nel settembre 2008, dopo la seconda morìa di api con più di 40.000 alveari colpiti, è stato sospeso per la prima volta l’uso dei neocotinoidi in Italia. Negli ultimi due anni, secondo il monitoraggio degli apicoltori, non soltanto le api non sono più morte, ma si è anche fortemente ridotta la presenza del parassita del mais, grazie al fatto che, senza più concianti, i coltivatori hanno riattivato quella rotazione delle colture che si adoperava quando non esistevano i pesticidi. Pertanto gli apicoltori avevano chiesto al governo un divieto permanente all’uso dei prodotti incriminati, tuttavia l’ordinanza è vincolata alla acquisizione di ulteriori conoscenze ed alla sperimentazione di adeguate modalità di diffusione dei prodotti che ne riducano la dispersione delle polveri, attraverso l’uso di macchine seminatrici opportunamente modificate. I neonicotinoidi sono prodotti da una importante casa farmaceutica e diffusi sia nell’Unione Europea che negli Stati Uniti, dove hanno fatto altrettanti danni.

Possiamo sperare, per una volta, che la salvaguardia dell’ambiente venga prima degli interessi economici di una multinazionale?

3 commenti su questo articolo:

  1. Paola Fortuna scrive:

    Si occupiamoci dell’ambiente evadiamo un pò dal marasma delle notizie, questa articolo anche se comunica dati allarmanti mi è sembrato un gesto di evasione.

    • vivi tinaglia scrive:

      E’ vero, gentile Paola, anche per me parlare di ambiente in questo momento,costituisce un’evasione ma anche il tentativo di dare più attenzione ad argomenti che proprio per il marasma di notizie non trovano lo spazio che meritano.Mai come adesso si sente la necessità di porsi domande che aiutino a dare il giusto peso alle cose, per esempio: ai fini della sopravvivenza del genere umano avrà più importanza la scomparsa delle api o quella di Berlusconi?Un pensiero attribuito ad Albert Einstein sostiene che quando scompariranno le api,all’umanità non resteranno che quattro anni di vita.Non so se l’attribuzione ad Einstein sia corretta, ma la riflessione mi sembra convincente.
      Perciò continuerò a riservare molta attenzione alle api.
      vivi tinaglia

  2. silvia scrive:

    L’ambiente è importante si può paragonare all’ambiente sociale che ci circonda se non pensiamo nè a l’uno nè all’altro tanto vale pensarla come Einstein : fra pochi giorni è la fine del mondo!

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