raggiungere il quorum, si deve

1 maggio 2011 di: Anna Trapani

Fino a non molto tempo fa si poteva vedere in televisione una pubblicità in cui due persone (in realtà la stessa, come si vedeva alla fine) giocavano una particolare partita a scacchi in cui le mosse erano dettate da quesiti pro o contro l’energia nucleare. Non la si vede più perché meno se ne parla meglio è, per il governo.

Ancora dopo il disastro di Fukushima si sentivano forti le voci pro nucleare in Italia, ma si sa che i nostri politici sono sempre pronti a cambiare opinione, così ora è venuta fuori la moratoria di un anno per cui dovremmo stare tranquilli che non ci saranno nuove centrali nucleari in Italia. Tutto odora di truffa politica. La moratoria serve solo a far dimenticare il problema agli italiani e a rendere inutile il referendum del 12 e 13 giugno. La speranza del premier si chiama mancanza del quorum. Senza la spinta emotiva del referendum contro il nucleare, spera di non far raggiungere il quorum agli altri due importanti quesiti: quello sulla privatizzazione dell’acqua e soprattutto quello sul legittimo impedimento, che lo interessa personalmente.

Il rischio di un plebiscito contro il premier fa tremare lui e il suo governo. Pochi giorni fa un sondaggio dava al 54% la percentuale di cittadini che vorrebbero recarsi alle urne. Più persone andranno, più alta è la possibilità che i referendari abbiano la meglio. Ma senza il nucleare come traino, il rischio di una smobilitazione dei cittadini a favore di una bella giornata al mare, cresce. Ogni metodo è buono per cercare di far fallire i referendum. Prima si è detto no all’election day, buttando al vento 300 milioni di euro, poi si è pensato all’emendamento che blocca la costruzione di centrali nucleari.

Ha ragione Nichi Vendola, quando afferma che la paura del quorum è la paura della democrazia. Tutto ciò, scritto poco prima del vertice franco-italiano, poteva sembrare frutto di una Cassandra troppo pessimista, ma il nostro premier, parlando con il presidente francese, ha confermato le nostre parole affermando che il suo intento è proprio aspettare per colpire quando le acque si saranno calmate, riproponendo la “novità” del nucleare. Le vie di Berlusconi sono infinite!

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