siamo dippiù dei si al referendum

3 giugno 2011 di: Simona Mafai

Votiamo quattro SI ai referendum, ma non identifichiamo totalmente questa battaglia con il moto di cambiamento che scuote il paese. Andiamo a votare convinti i quattro SI ai referendum del 12 e 13 giugno. Tuttavia mi sento di fare un avvertimento: il moto che sta scuotendo il paese, contro il berlusconismo, la pratica personalistica ed autoritaria del cosiddetto “cavaliere”, l’attacco alla Costituzione ed alla Magistratura, il degrado morale che “dalla testa del pesce” si diffonde in tutta Italia – e che la maggioranza degli elettori ed elettrici sente la necessità di fermare – è ben più ampio (e diversificato) della pur grande parte della popolazione italiana che voterà contro il nucleare, la privatizzazione della gestione dell’acqua, e il legittimo impedimento. Sovrapporre meccanicamente i due flussi di pensiero (ed ignorare la differenziazione, pur esistente, nella valutazione dei diversi quesiti) – non è corretto. Così come mi parrebbe semplicistico e praticamente sbagliato conteggiare i voti referendari come la “cartina di tornasole” (la somma) degli oppositori al Governo Berlusconi. Coloro che vogliono un mutamento generale del paese e la fine del berlusconismo sono molto più dei SI che saranno registrati il 13 giugno (almeno credo).

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