bella presenza cercasi, se no a casa

4 luglio 2011 di: Marcella Geraci

Siete donne e disoccupate. Ogni giorno vi sbattete per trovare un lavoro e lo cercate a destra e a manca. Correte, telefonate e spulciate gazzette o piccoli annunci. Magari un giorno riuscirete a vincere il concorso per il quale avete tanto studiato, oppure no. Intanto cercate lo stesso qualche piccolo lavoretto per sbarcare il lunario e allora vi capita di utilizzare internet e di catapultarvi nei motori di ricerca in cui migliaia di aziende promuovono le proprie offerte di lavoro. Tutto ok quindi, la ricerca può iniziare. Peccato che un aggeggio freddo, obiettivo ed imparziale come il pc non preservi una donna non proprio somigliante ad una miss, anche se capace, colta e con esperienza, dalla frustrazione secolare del non potere aspirare ad un lavoro, causa età o “bella presenza”.

Sono molti gli annunci, alla ricerca di varie qualifiche, che non prendono in considerazione candidati, di entrambi i sessi, che hanno superato «il mezzo del cammin di nostra vita» (35 anni). Alcune ricerche sono invece rivolte esclusivamente a soli uomini o a sole donne, mettendo in atto un comportamento discriminatorio. Non sono infine pochi gli annunci che ricercano profili dotati di “bella presenza” soprattutto in relazione a donne che devono lavorare dietro un banco o avere contatti con un pubblico. Ad esempio questo, pubblicato il 27 giugno: «Si ricerca una ragazza dai 25 ai 35 anni preferibilmente di bella presenza come banconista».

Le donne che non hanno potuto o voluto portare a compimento i propri studi, o quelle rimaste ai margini del mercato del lavoro, dovranno muoversi, per tutta la vita, in questa giungla? Vista la deriva maschilista dei nostri tempi, una azione rivolta seriamente al rispetto delle pari opportunità, non potrebbe promuovere una campagna contro questa “offerta” di lavoro?

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