I Gattopardi di Tripoli

17 settembre 2011 di: GUIDO RAMPOLDI

Mentre sta per concludersi il sesto mese di una guerra che sembrava destinata a durare poche settimane (cominciò il 19 marzo 2011, con il primo bombardamento francese sulla Libia), non sarà il caso di domandarsi cosa sia successo e cosa potrà accadere?  (…) Il numero dei morti va da 20mila ai 50mila morti secondo le stime di fine agosto. Applicando il rapporto standard di dieci feriti per ogni ucciso, ricaviamo che, su una popolazione di sei milioni di abitanti, i libici ammazzati o colpiti da proiettili e bombe sono stati dai 220 ai 550mila, l’equivalente in proporzione di 25 milioni di italiani.

Abbiamo sulla coscienza una guerra evitabile, controproducente, in ogni caso orribilmente stupida? Nessuno potrà mai dimostrare che il negoziato con Gheddafi avrebbe potuto concludersi con un compromesso accettabile. Però sappiamo che a differenza dell`Egitto, la Libia non ha una salda radice unitaria, una tradizione parlamentare, una consuetudine con la libera competizione tra le idee, e neppure movimenti resistenziali di ispirazione liberale. A maggior ragione la transizione aveva bisogno della stabilità che poteva offrire soltanto un percorso concordato. (…)

Una transizione concordata era la soluzione migliore non solo per la causa della libertà ma anche per gli interessi dell`Italia, cui la guerra prometteva e promette molti rischi.

Articoli tratto da LaRepubbica del 16 Settembre 2011

per una lettura intergrale http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=6776443

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