sognando california a latitudine siciliana

26 dicembre 2011 di: Rosanna Pirajno

Se fa bene all’umore credere ai vecchietti che solcano i cieli di fine anno con gerle colme di regali, scelgo allora la Befana, che sarà pure brutta e nasuta ma emancipata e tosta più di quel mollaccione panzuto, vestito di rosso per ingaggio della multinazionale delle bollicine.

Quindi è alla Befana che chiedo doni per l’anno che verrà, che si profila horribilis come già sperimentato sulla nostra pelle ma che pure deve nascondere tra le pieghe briciole di speranza, altrimenti non si arriva in fondo. Chiedo, anzi imploro colei, una impossibile metamorfosi per la regione nella quale vivo – io e molti altri, sopravviviamo – con rabbia, per la Regione dotata di Statuto autonomo che – porca miseria – se ben usato potrebbe fabbricare un’isola felice per tutti, se solo si azzerassero i privilegi della casta che se ne è appropriata. Pensa tu, una regione governata – ma il desiderio si estende alle province finché durano, e dureranno, e ai comuni anche piccolissimi – da un ceto sociale che sappia selezionare un ceto politico e dirigente composto in ogni sua parte, dal vertice alla base, da membri onesti corretti incorrotti incorruttibili bravi preparati dediti al bene comune disinteressati non assoggettati non collusi non invischiati non indagati – tralascio intelligenti e colti che sennò si svicola – che praticano politiche alte  per dare a questa terra proprie linee di sviluppo basate su potenzialità effettive e non velleitarie, che premiano gli onesti scoraggiano il malaffare puniscono i furbetti sconfiggono le mafie attizzano le intelligenze, dove tutti si spremono le meningi per scovare fondi mezzi strumenti formule per scuole efficienti e belle, per una rete di comunicazione idem che non deturpi paesaggio e risorse, per recuperare l’esistente e non consumare oltremodo suolo, per inventare occupazione sfruttando al meglio la tradizione, per valorizzare i beni culturali – anche e soprattutto il paesaggio, vivaddio – con sapienza e lungimiranza, per allevare generazioni orgogliosamente attive e non lamentose, per fare insomma di questa Regione Sicilia – come ti chiedo per l’anno che verrà, Signora Befana, anche se capisco che ci vuole il suo tempo – una terra bella generosa ricca di fermenti positivi industriosa curiosa intransigente ecologica appetibile ai cervelli ingegnosi che perora se ne fuggono e pure ai capitali non distruttivi …

Ooopppsss, sveglia ragazze, non esistono befane e panzoni attrezzati per i miracoli. Solo noi potremmo farcela, volendo. Buon Anno Nuovo a tutti i sognatori.

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