Gente di qualità

25 febbraio 2012 di: Ricerca Fotografica-testo di Mariachiara Di Trapani

© Vivien Maier

Vivian Maier ( 1926-2009),  vive la sua passione per la fotografia nell’anonimato mentre lavora per quasi quarant’anni come bambinaia a servizio di famiglie benestanti di Chicago. Temperamento schivo ed eccentrico -una Rolleiflex sempre al collo- così la ricorda chi l’ha conosciuta- fotografa ogni giorno per oltre quarant’anni persone e “paesaggi urbani”, rigorosamente in bianco e nero.. Conosciamo il volto di Vivian Maier grazie ad alcuni autoritratti, da cui si percepisce lo sguardo svelto, scanzonato e tagliente con cui ha colto eclettici soggetti, realizzato con empatia ritratti di donne stizzite eleganti, bambini in lacrime, raccontato con lievità particolari grotteschi.  La critica  riscrive oggi i testi di fotografia per accostare il suo nome ai grandi street-photographer americani come Weegee o Williem Klein, Lisette Model, Diane Arbus, Eliott Erwitt…Oggi conosciamo il lungo lavoro di Vivian Maier  per un caso fortuito. Nel 2007 le scatole senza nome contenenti il suo vasto archivio finiscono all’ asta per necessità economiche. 40.000 negativi, di cui 15mila mai sviluppati compongono il patrimonio fotografico di Vivian Maier. Un acquisto di poche centinaia di dollari fatto dal giovane John Maloof , collezionista amatoriale di immagini di Chicago che accortosi presto del valore artistico delle foto, tenta di rintracciarne l’autrice. Ma giunge a lei troppo tardi, nel giorno successivo alla sua morte. Riesce a mettersi in contatto con le persone che hanno conosciuto Vivian in vita nel tentativo di ricostruirne la biografia.

Origini francese, studia e cresce a New York, vive per un paio d’anni a Parigi- prima di trasferirsi per sempre in America. Descritta dai suoi datori di lavoro come una “socialista, femminista, critica cinematografica” che impara l’inglese andando a teatro che indossa su abiti femminili, giacche e scarpe da uomo, e porta spesso un grande cappello.Scatta sempre foto, che non mostra a nessuno. Grande passione per l’attualità, testimoniata dal fatto che molte fotografie sono scattate ad articoli e  prime pagine dei quotidiani. Donna curiosa e colta che sceglie un lavoro semplice come rifugio, e custodisce la propria vivacità intellettuale, al riparo dagli occhi degli altri.

Viaggiatrice curiosa, spende i soldi di una piccola eredità per fare il giro del mondo tra il 1959- 60 tra l’America, Manila, Bangkok, Pechino, Egitto, Italia etc…

Una selezione delle opere di Vivian Maier è diventata una mostra ospitata nei più importatati musei d’arte contemporanea in giro per il mondo, le sue immagini continuano ad essere inserite in numerose pubblicazioni e John Maloof continua a scandagliare l’archivio e ad aggiornare con le nuove immagini acquisite il sito che le ha dedicato.

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