la monnezza è oro per loro

2 maggio 2012 di: Giuseppina Abbate

Al nuovo cinema De Seta, ai Cantieri della Zisa, sabato scorso è stato proiettato “Loro della munnizza”, di Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti, Andrea Zulini, un documento sul pericoloso sito-discarica di Bellolampo, montagna di rifiuti dove un gruppo di manovali da molti anni estraggono tonnellate di materiali da recuperare, mestiere brutale ma di alto valore. Il filmato annuncia una nuova resistenza, nella difesa di valori democratici come identità e tutela di Ambiente, chiarezza sulla gestione del territorio, difesa della complessità geomorfologica del ns. paese, partecipazione a scelte dissennate come quella degli inceneritori, valorizzazione di associazioni ad alta competenza per tavoli di concertazione con amministratori locali, e altro. I manovali del filmato (Gabriele Dulcetta ed altri parlano in dialetto …) esprimono una storia di fatiche usando la propria lingua esplosiva, figurata, arrabbiata.

Una volta, nelle scuole, si avviavano i bambini a chiedere agli anziani di raccontare le storie partigiane per ricordare, sentire dal vivo storie di chi ha vissuto un preciso momento storico. Nel filmato “Loro della monnezza” c’è il valore della testimonianza, rivolta anche ad un pubblico giovane per accrescere conoscenza su modi di lavorare resistendo a norme varate (dalla casta degli amministratori) per avviare sistemi di incenerimento rsu, nuova industria italiana che alletta troppi politici consociati. Se esiste un associazionismo, che dal sud al nord è ricco di partigiani per l’Italia da difendere, le nuove generazioni possono informarsi (non è difficile anche grazie all’immensa quantità di dati che da decenni circolano in rete) per nuovi impegni su questo delicato campo, che ci appartiene come cittadini. C’è un passaggio di consegne tra generazioni, quella che “non s’occupava di netturbe” (illusione di benessere anni 70-80 con le voragini di debito pubblico che oggi fatichiamo a sostenere) e lascia oggi ai giovani lo spettro di crisi e disoccupazione.

Molti di noi hanno per anni finanziato e sostenuto associazioni ambientaliste, che oggi debbono assumersi responsabilità anche nei confronti dei nostri figli e nipoti. Il gruppo che ha realizzaato il filmato propone di organizzare incontri, confronti per aiutare Loro della monnezza, cioè quelli dello stile 4R (Recupera, Ricicla, Riusa, Risparmia energia), in modo da coinvolgere altri in favore di nuove cooperazioni.

Le città bellissime del mediterraneo continuano ad essere esposte a pericolose devastazioni, sul piano ambientale, culturale, sociale, etico. L’emergenza della spazzatura umilia, mortifica, opprime la vita civile, economica, la quotidiana libertà, minaccia pericolosamente la salute. Il bisogno di resistere è testimoniato anche da documenti come questo: cronache sui mucchi di rifiuti come metafora della mortifera dissipazione che il tempo dell’eccesso ha lasciato proliferare senza limiti, senza misura, senza controllo, senza difese.

2 commenti su questo articolo:

  1. Renata scrive:

    Combattere le mafie vuol dire anche combattere la monnezza e quanti su di essa lucrano. E’ un atto di civiltà. Facciomolo tutti partendo da noi e modificando i comportamenti di tutti anche di quanti pensano di essere civilissimi e fanno defecare i loro cani per la strada, quando assistiamo a queste cose denunciamole invece di far finta di niente perc hé il padrone del cane è il vicino di casa e non ce lo possiamo inimicare!

  2. Sara scrive:

    La monnezza è il simbolo della corruzione dei politici in particolare e della politica in generale. Come facciamo a votare? per chi è meno ladro e meno corrotto? ne conoscete qualcuno?

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