Sì al burkini in spiaggia purché sia una scelta dal “Corriere della Sera” del 01.09.16

1 settembre 2016 di: Ernesto Galli della Loggia

…Rigettata ogni idea di ricorrere a leggi che risulterebbero di fatto liberticide e controproducenti non resta che un solo modo: e cioè integrazione, integrazione e ancora integrazione, rivolta in modo speciale alle classi giovanili e portata avanti con risoluta fermezza. L’imposizione dell’obbligo scolastico a maschi e femmine con un controllo «spietato» e continuo del suo adempimento e dunque sanzioni durissime ai genitori inadempienti; un’istruzione concepita e organizzata con un corredo altrettanto obbligatorio di gite, visite a musei, spettacoli teatrali e cinematografici, attività culturali e sportive; diffusione capillare della lingua italiana mediante corsi per adulti con l’eventuale collaborazione di personale religioso islamico di provata fedeltà; e poi anche il rigoroso intervento della legge ogni volta che sia abbia il minimo sospetto di una violazione dei diritti della persona (dalla tratta delle donne ai matrimoni combinati per le minorenni, alle forme più o meno larvate di poligamia), nonché, per finire, una larga politica della concessione della cittadinanza — ma con il divieto della doppia cittadinanza — mirata in special modo ai giovani figli di stranieri nati in Italia (ormai sono decine di migliaia).

È con questi mezzi e molti altri che si può tentare quella lunga e difficile opera di migrazione culturale necessariamente conseguente alla migrazione geografica. Operazione lunga e difficile, per la quale ci vorrebbe un governo consapevole fino in fondo della sua necessità, e che non deve nascondersi il proprio obiettivo: provare a spezzare l’involucro comunitario che in un numero non indifferente di casi può rivelarsi per i singoli una terribile prigione. Altrimenti con il tempo andremo di sicuro verso il radicamento nella nostra Penisola di una, due, tre comunità straniere sempre più grandi e numerose, non comunicanti tra loro, alternative e in vari modi concorrenti con la preesistente comunità nazionale. Con l’effetto, alla lunga inevitabile, di far nascere un clima di latente guerra civile.

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