quer pasticciaccio brutto …

10 febbraio 2017 di: Fortunata Pace

Se Marino aspettava al bordo del fiume la virtuale salma del mai voluto successore a sindaco di Roma, per un momento avrà legittimamente esultato. A lui pelo e contropelo per un paio di impropri scontrini al bar e, per la signora Raggi, scudi di alacri guerrieri di un movimento che pareva disconoscerla e che ora traboccante di dimissionari politici e amministrativi, gravata da avventure giudiziarie, beneficiaria di polizze assicurative da parte di chi arriva poi in Campidoglio ottenendo, per il proprio incarico, compensi triplicati, la portano pressoché in trionfo.

Quando fu eletta quasi non c’erano, ora potrebbe, volendo, dimettersi ignorando la collega di Torino e cavalcando (è proprio il caso di dirlo) la tigre romana. Forse sarebbe il caso che, ritornando ai vecchi diktat di un Grillo che ha incollato in fretta le paginette delle sue regole, gli esponenti di primo e secondo banco del M5S evitassero la tv, quale che sia, tanto più che oltre ai politici di ogni altro partito, pare detestino sopratutto i giornalisti. Ora, non è che noi si rimpianga Marino né alcuni tra i suoi predecessori. Ma questo e tanto altro non affranca la Raggi, sindaco opaco, pasticcione e sinora inerte nei confronti della città. Di una Roma che in buona parte se l’è voluta, populisticamente trascinata da un nuovo che di nuovo mostra, sinora, una serie di danni, che i grillini negano a squarciagola. Come li abbiamo visti fare in ottimi programmi quali Otto e mezzo di Gruber o Agorà .

La richiesta che avanzano è incredibilmente quella di: «ma fatevi i fatti vostri! l’Italia ha tanti guai che l’affaire Raggi è l’ultima cosa da considerare…»

Un ragionamento egregio, un rassicurante metodo di valutazione. Come dire che se la frutta è marcia possiamo pure ingoiarla con soddisfazione, tanto la bistecca era bruciacchiata e la pasta un po’ scotta. E allora mettiamola così: è vero, quasi nulla ci rassicura o ci consola fra le situazioni politiche economiche e umane del nostro paese, ma con voi M5S, davvero, siamo alla frutta!

PS per i grillini: Non c’è colpa, non c’è dolo né malanimo. Il presidente dell’ordine dei giornalisti ce lo perdonerebbe, spiegandovi che se la frutta fosse stata buona, molti di noi pur senza avervi votato non potevamo che esserne contenti.

Post post scriptum. Ma come può un giornalista dall’esperienza di Feltri, ammannirci un titolo insulso e volgare (fra l’altro già usato nei confronti del Berlusca) nei confronti di una donna che è, intanto, il sindaco di Roma? Si è distratto, si è irritato per ciò che i grillini dicono della stampa, ritiene questo titolo offensivo una bomba? Non può non aver pensato che è un boomerang che fa della Raggi una vittima e fa scattare la solidarietà dovuta, a partire dai presidenti di Camera e Senato? Comunque scatta anche la nostra, a favore della donna Raggi mentre rimangono inalterate le considerazioni sul sindaco Raggi, che alimenta oscure vicende che la riguardano, ritarda i suoi attesi e annunziati impegni di primo cittadino e, chiusa dai cordoni di difesa grillina ora ricompattata a sua favore, che ci spiace subisca insulti del tipo “libero” in prima pagina.

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