il presidente in visita, visto da vicino

30 maggio 2017 di: Fortunata Pace

Eletto fra lo sbigottimento pressoché unanime, già attraversato da polemiche e incidenti di percorso, Donald Trump ha preso già ad andare in giro e l’Italia è stata ben presto una meta. Non che gli abbiamo dato molta attenzione ma la visita al Pontefice, dobbiamo ammetterlo, ha costituito un vero quadretto da ricordare: Trump con quei suoi incredibili capelli color pulcino, alto e incombente (con l’attuale consorte paludata di nero dai piedi alla testa) che sfoggiava un grande e ripetuto sorriso e Papa Francesco che appariva accanto a lui come rimpicciolito, con una espressione tra mesta e imbarazzata e il trapelante desiderio che tutto avesse termine. Ma del resto il Papa non le manda mai a dire e quando non può, resta leggibile comunque. Quando può infatti  sa dare senza mezzi termini la stoccata al reddito di cittadinanza, dichiarando che quel che occorre è il lavoro per tutti. E chissà se su questa frase i nostri politici, che di politica ne sanno meno di lui,,non si diano una regolata!

Ma torniamo a Trump. Puntellato da un esercito personale di guardie del corpo in auto blindate, sempre a fianco della bella Melania bordata di una sorta di giaccone mongolfiera accanitamente floreale, si è dato da fare per non trovarsi d’accordo con nessuno dei … grandi (di età certamente) del mondo. Forse perché non c’era la Russia, magari una intesa poteva trovarla e tutti i grandi e meno grandi ci saremmo orientati per quello che ci aspetta. Ma all’alba del giorno dopo (il  G7), almeno tornerà a respirare in pace la nostra bella Taormina!

 

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