Ostaggi in mare

11 gennaio 2019 di: Mimma Grillo

I 49 profughi salvati dalle due navi delle ONG Sea Watch  e Sea Eye da ieri sono finalmente sulla terraferma.

Sullo sbarco dei 49 profughi a Malta il premier maltese Muscat dice : “non è  merito dell’Europa, ma di alcuni stati membri (Germania e Francia 60 rifugiati, Portogallo 20, Olanda Lussemburgo e Irlanda 6, Romania 5, Italia 10) che accoglieranno oltre ai 49 anche altri profughi approdati sulle coste maltesi nelle ultime settimane)”. Malta ha trasferito su proprie navi militari i profughi intimando alle due navi delle ONG di lasciare le acque territoriali maltesi.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha definito “una vergogna italiana” la vicenda che ha avuto come protagoniste le navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye. Nel giorno dello sbarco a Malta e dell’accordo tra alcuni Stati europei per la distribuzione dei profughi, Orlando torna ad attaccare il divieto di accoglienza imposto dal ministro degli Interni Salvini : “la decisione presa da Malta è uno schiaffo all’Italia e all’Europa –afferma Orlando – e la decisione di Salvini e del nostro Governo è un’offesa agli Italiani e alla nostra Carta Costituzionale “.

La disputa interna al Governo tra il premier Conte e il ministro degli Interni sulla partecipazione dell’Italia all’intesa europea per la divisione dei profughi approdati a Malta, si è conclusa alla fine del vertice di due ore tenutosi ieri sera e del braccio di ferro tra Conte – Di Maio e Salvini, con la pubblicazione di due diversi comunicati : il M5s dice che poco più di una decina di profughi saranno accolti in Italia e affidati alla Chiesa Valdese, per la Lega questo invece avverrà solo dopo che l’Europa avrà accolto altri sbarcati in Italia negli ultimi mesi (circa 200). Il ministro Salvini ribadisce che i porti restano chiusi e e che continua la lotta agli scafisti e alle ONG (equiparate agli scafisti dal ministro?).

Ma i porti italiani sono chiusi? Ecco cosa è emerso da un articolo di “Avvenire” dell’8 gennaio : “i direttori degli scali smascherano la bugia sugli accessi off-limit; i porti sono sempre stati aperti, dal Ministro mai nessun divieto e del resto il divieto non rientrerebbe nella competenza del Viminale”.

“Salvini dice che i porti sono chiusi, ma a Lampedusa continuano gli sbarchi –dice un contrammiraglio in congedo della Guardia Costiera Italiana- non c’è un decreto che dice che i porti sono chiusi , ci sono solo dei lanci Twitter che vogliono dare un indirizzo a comandanti, magistrati e sindaci, il tutto solo sui social net work, ma non si può fermare un flusso che non può essere fermato. La realtà è sempre più forte delle scelte ideologiche”.

Ma come stanno davvero le cose allora? I porti sono aperti? In pratica quella degli scali chiusi pare che non sia altro che una leggenda buona per guadagnare consenso via social net work.

“Non ho emanato alcun decreto di chiusura dei porti –ha precisato il Ministro alle Infrastrutture Toninelli- perché non serve non essendo alcun porto italiano interessato e non avendo il Maritime rescue coordination center italiano coordinato i soccorsi”. E interdizioni di questo tipo  non sono state messe in atto neanche in passato. L’art.83 del Codice della navigazione prevede  che il Ministro dei Trasporti, e non quello degli Interni, possa “limitare  o  vietare il transito o la sosta di navi mercantili nel mare territoriale per motivi di ordine pubblico , di sicurezza della navigazione, e,  di concerto con il Ministro dell’Ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino.

Intanto è notizia di stamattina che una barca con 51 migranti che si era incagliata sulle coste crotonesi è stata accolta  dal sindaco e dai cittadini di Melissa : a bordo c’erano anche bambini e un neonato. Un Hotel vicino al punto di sbarco ha messo a disposizione  la struttura, stufe, phon e coperte, per i primi aiuti . Questa è l’altra Italia che ci fa ancora sperare.

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